La formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro rappresenta uno degli strumenti più efficaci per prevenire infortuni, malattie professionali e situazioni di rischio all'interno delle aziende. Negli ultimi anni il legislatore ha progressivamente rafforzato l'importanza della formazione obbligatoria, riconoscendola come elemento essenziale di ogni sistema di prevenzione aziendale. Anche nel 2026 questo tema continua a essere al centro dell'attenzione di imprese, lavoratori e organismi di vigilanza, soprattutto alla luce delle recenti evoluzioni normative e dell'aumento dei controlli sul rispetto degli obblighi formativi.
La normativa italiana prevede che ogni lavoratore riceva una formazione adeguata e sufficiente in relazione ai rischi presenti nell'ambiente di lavoro e alle mansioni effettivamente svolte. Tale obbligo non riguarda soltanto i dipendenti, ma coinvolge anche dirigenti, preposti, datori di lavoro che svolgono direttamente i compiti di prevenzione e protezione, addetti alle emergenze e altre figure che operano all'interno dell'organizzazione aziendale.
Nel corso del 2026 assume particolare rilevanza il processo di aggiornamento dei percorsi formativi previsto dalle recenti disposizioni in materia di sicurezza. L'obiettivo è quello di rendere la formazione sempre più aderente ai rischi reali presenti nei luoghi di lavoro, superando una logica puramente formale e promuovendo una maggiore consapevolezza da parte di tutti i soggetti coinvolti.
Uno degli aspetti maggiormente valorizzati riguarda la formazione dei preposti, figure che svolgono un ruolo fondamentale nel controllo quotidiano delle attività lavorative e nell'applicazione delle procedure di sicurezza. La normativa ha progressivamente rafforzato le responsabilità di questi soggetti, richiedendo percorsi formativi specifici e aggiornamenti periodici finalizzati a garantire una vigilanza più efficace sulle condizioni di lavoro.
Anche i datori di lavoro sono chiamati a prestare particolare attenzione agli obblighi formativi. La semplice organizzazione dei corsi non è infatti sufficiente a garantire il rispetto della normativa. L'azienda deve poter dimostrare che la formazione sia stata effettivamente erogata, che i contenuti siano coerenti con i rischi presenti e che i lavoratori abbiano acquisito le conoscenze necessarie per operare in sicurezza.
Particolare importanza assume inoltre la formazione relativa all'utilizzo di attrezzature, macchinari e dispositivi che richiedono specifiche abilitazioni. Carrelli elevatori, piattaforme di lavoro elevabili, gru, macchine movimento terra e altre attrezzature possono essere utilizzate esclusivamente da personale adeguatamente formato e in possesso delle certificazioni previste dalla normativa. La mancata formazione può comportare gravi conseguenze sia per il lavoratore sia per il datore di lavoro.
Le aziende devono inoltre considerare che la formazione non rappresenta un adempimento una tantum. I corsi di aggiornamento periodico costituiscono un obbligo previsto dalla legge e consentono di mantenere elevate le competenze in materia di sicurezza. La scadenza degli aggiornamenti può determinare situazioni di non conformità che, in caso di controllo ispettivo, possono essere oggetto di contestazioni e sanzioni.
Un altro elemento sempre più rilevante riguarda la tracciabilità della formazione. Le imprese devono conservare la documentazione attestante la partecipazione ai corsi, gli aggiornamenti effettuati e le verifiche dell'apprendimento. Una gestione accurata della documentazione consente di dimostrare il corretto adempimento degli obblighi e di affrontare con maggiore serenità eventuali controlli da parte degli organi di vigilanza.
Le conseguenze della mancata formazione possono essere particolarmente gravi. Oltre alle sanzioni amministrative previste dal Decreto Legislativo 81/2008, il datore di lavoro può essere chiamato a rispondere delle proprie responsabilità qualora un infortunio sia riconducibile a carenze formative. In tali circostanze, la formazione assume un ruolo centrale nell'accertamento delle responsabilità e nella valutazione delle misure adottate dall'azienda per tutelare i lavoratori.
Investire nella formazione significa inoltre migliorare l'organizzazione aziendale, ridurre il numero di incidenti, aumentare la consapevolezza dei rischi e favorire una cultura della prevenzione condivisa. Un lavoratore adeguatamente formato è infatti in grado di riconoscere situazioni potenzialmente pericolose e di adottare comportamenti corretti a tutela della propria sicurezza e di quella dei colleghi.
Per questo motivo le imprese dovrebbero programmare periodicamente una verifica dello stato della formazione aziendale, monitorando le scadenze degli aggiornamenti e valutando eventuali nuove esigenze formative derivanti da modifiche organizzative o produttive. Una pianificazione accurata consente di evitare irregolarità e di garantire il pieno rispetto delle disposizioni vigenti.
EN.BIL.GEN., attraverso le proprie attività di supporto alle imprese e i percorsi formativi dedicati alla sicurezza sul lavoro, affianca aziende e lavoratori nella corretta gestione degli obblighi previsti dalla normativa. Un'assistenza qualificata consente di individuare i percorsi più adeguati, mantenere aggiornate le competenze professionali e contribuire alla diffusione di una cultura della sicurezza sempre più efficace e consapevole.
Fonti
Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81 – Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro
Accordi della Conferenza Stato-Regioni in materia di formazione sulla sicurezza
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Normativa e indirizzi applicativi sulla formazione obbligatoria
Ispettorato Nazionale del Lavoro – Attività di vigilanza e controlli sugli obblighi formativi
INAIL – Formazione e prevenzione degli infortuni nei luoghi di lavoro
Normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul lavoro e formazione obbligatoria dei lavoratori