La sicurezza sul lavoro entra nel 2026 con un quadro di interventi più articolato, nel quale prevenzione, formazione, controlli e qualificazione delle imprese assumono un peso sempre maggiore. Nel corso dell'anno sono infatti diventate operative diverse misure previste dal pacchetto di interventi varato tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026, mentre il Ministero del Lavoro ha adottato il nuovo Piano integrato per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il tema non riguarda soltanto le aziende dei settori considerati tradizionalmente più rischiosi. Le nuove iniziative interessano infatti un insieme molto più ampio di realtà produttive e puntano a rafforzare la prevenzione, la formazione dei lavoratori, la vigilanza e l'utilizzo di strumenti tecnici in grado di individuare i rischi prima che possano trasformarsi in infortuni.
Il punto di partenza è il Piano integrato per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro 2026, adottato dal Ministero del Lavoro con il decreto ministeriale 12 febbraio 2026, n. 20. Il documento prosegue il percorso avviato nel 2025 e prevede il coinvolgimento coordinato del Ministero, dell'INAIL e dell'Ispettorato nazionale del lavoro. L'obiettivo dichiarato è rafforzare una strategia basata non soltanto sui controlli successivi agli incidenti, ma soprattutto sulla prevenzione e sulla formazione.
Una delle direttrici principali del nuovo Piano riguarda proprio la necessità di adeguare la prevenzione a un mercato del lavoro che cambia rapidamente. Nuove tecnologie, trasformazioni organizzative, modalità di lavoro differenti e rischi emergenti richiedono infatti strumenti di valutazione che non siano limitati ai pericoli tradizionali. Il Ministero individua tra le priorità anche l'aggiornamento continuo delle competenze e la diffusione di comportamenti corretti nei luoghi di lavoro.
Nel frattempo, il decreto-legge 31 ottobre 2025, n. 159, convertito dalla legge 29 dicembre 2025, n. 198, ha introdotto un pacchetto di interventi destinato a rafforzare la tutela della salute e della sicurezza. Nel corso del 2026 il Ministero sta completando l'attuazione delle diverse disposizioni attraverso provvedimenti dedicati a prevenzione, formazione, vigilanza e responsabilità delle imprese.
Una novità particolarmente interessante riguarda l'accesso alle norme tecniche utilizzate dalle imprese e dai professionisti per la sicurezza. Nel 2026 è stata resa disponibile una piattaforma collegata ai portali istituzionali che permette la consultazione delle norme UNI rilevanti in materia di salute e sicurezza sul lavoro. L'iniziativa nasce da una convenzione tra Ministero del Lavoro, INAIL e UNI e punta a rendere più facilmente accessibili gli standard tecnici utilizzati come riferimento nelle attività di prevenzione.
La disponibilità di queste norme assume un'importanza concreta soprattutto per le imprese che devono aggiornare procedure, sistemi di prevenzione e valutazione dei rischi. La conoscenza degli standard tecnici può infatti aiutare datori di lavoro, responsabili della sicurezza e professionisti a individuare soluzioni organizzative e tecniche coerenti con l'evoluzione della normativa e delle tecnologie.
Un altro capitolo centrale del 2026 è quello della formazione. Il Piano integrato prevede attività rivolte a diversi ambiti produttivi e professionali, con l'obiettivo di rafforzare le competenze e diffondere una maggiore consapevolezza dei rischi. Nel monitoraggio del secondo trimestre dell'anno il Ministero ha segnalato l'avvio di iniziative formative in diversi ambiti, compresi quelli legati ai cambiamenti climatici, alla sostenibilità e alla logistica.
Proprio la logistica rappresenta uno dei settori nei quali la trasformazione delle modalità di lavoro può generare nuovi profili di rischio. Mobilità, trasporti, spostamenti durante l'attività lavorativa e organizzazione delle consegne richiedono una valutazione che tenga conto non soltanto dell'ambiente fisico nel quale il lavoratore opera, ma anche degli spostamenti e dell'organizzazione complessiva del lavoro.
Il rafforzamento della formazione non significa però soltanto aumentare il numero dei corsi. La direzione indicata dalle istituzioni è quella di collegare la formazione alla concreta attività svolta dal lavoratore e ai rischi effettivamente presenti. L'obiettivo è trasformare la formazione da semplice adempimento formale in uno strumento di prevenzione utilizzato quotidianamente.
Nel 2026 assume inoltre maggiore rilievo il rapporto tra sicurezza e investimenti aziendali. La legge di Bilancio 2026 ha previsto, tra le altre misure, che il riconoscimento della maggiorazione dell'ammortamento per determinati investimenti in beni strumentali sia collegato anche al rispetto della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto versamento dei contributi previdenziali e assistenziali. La sicurezza viene quindi inserita anche all'interno dei requisiti collegati alle agevolazioni per gli investimenti.
Per le imprese diventa quindi sempre più importante considerare la sicurezza non come un capitolo separato rispetto alla gestione economica, ma come una componente dell'organizzazione aziendale. Investimenti, formazione, attrezzature, procedure interne e adempimenti contributivi devono essere gestiti in maniera coerente per evitare che una violazione possa avere conseguenze anche sull'accesso a determinati benefici.
Sul fronte degli incentivi, una delle novità più recenti arriva dall'INAIL con il modello OT23 per il 2027, pubblicato nel luglio 2026. La misura consente alle aziende che realizzano specifici interventi aggiuntivi rispetto agli obblighi minimi di legge di ottenere una riduzione del tasso medio di tariffa applicato dall'INAIL. La riduzione varia in funzione delle dimensioni aziendali e può arrivare al 28% per le imprese con un numero di lavoratori-anno fino a 10, mentre per le aziende con oltre 200 lavoratori-anno la riduzione indicata arriva al 5%.
Il nuovo modello rafforza inoltre alcune aree di intervento legate alla prevenzione. Tra le novità segnalate dall'INAIL figurano iniziative dedicate alla formazione degli addetti alla gestione delle emergenze e interventi relativi ai sistemi di evacuazione dei fumi. Si tratta di misure che possono trasformare gli investimenti in prevenzione in un possibile vantaggio anche sul costo assicurativo sostenuto dall'impresa.
Per le aziende, dunque, il 2026 non porta soltanto nuovi obblighi o controlli. Il sistema prevede anche strumenti attraverso i quali gli investimenti aggiuntivi in sicurezza possono essere valorizzati. Il modello OT23 rappresenta proprio uno degli strumenti attraverso i quali l'INAIL riconosce una riduzione del tasso medio di tariffa alle imprese che realizzano interventi migliorativi rispetto a quelli obbligatori.
Un'altra area sulla quale si sta intervenendo è quella della prevenzione sanitaria. Nel quadro delle misure attuative del decreto sicurezza è stato previsto un fondo con una dotazione di 500.000 euro destinato a incentivare programmi aziendali di screening e prevenzione delle malattie cardiovascolari e oncologiche, oltre alle relative attività di informazione e formazione e all'acquisizione di defibrillatori semiautomatici e automatici.
L'impostazione segna un ampliamento del concetto di sicurezza sul lavoro. La tutela del lavoratore non viene considerata soltanto dal punto di vista dell'infortunio immediato, ma anche attraverso la prevenzione delle malattie e la promozione di condizioni di lavoro più sicure e attente alla salute.
Il 2026 è quindi un anno nel quale la prevenzione viene progressivamente collegata a diversi aspetti della gestione aziendale: dalla formazione alla tecnologia, dagli investimenti alla qualificazione delle imprese, fino alla sorveglianza e ai controlli.
Per i datori di lavoro questo comporta la necessità di mantenere aggiornato il sistema interno di sicurezza. Non basta avere una documentazione formalmente corretta: occorre verificare che la valutazione dei rischi sia coerente con l'attività effettivamente svolta, che i lavoratori ricevano la formazione prevista, che le attrezzature siano adeguate e che le procedure di emergenza siano realmente conosciute e applicate.
Anche per i lavoratori il cambiamento è rilevante. La formazione e l'informazione diventano strumenti essenziali per riconoscere i rischi e intervenire prima che si verifichi un incidente. La sicurezza, nella prospettiva delineata dal Piano 2026, viene infatti costruita attraverso una responsabilità condivisa tra istituzioni, imprese, lavoratori e parti sociali.
Il quadro del 2026 mostra quindi un progressivo spostamento dell'attenzione dalla gestione dell'emergenza alla prevenzione. Il nuovo Piano integrato, gli interventi attuativi del decreto sicurezza, la maggiore attenzione alla formazione, la consultazione delle norme tecniche UNI e gli incentivi INAIL per le imprese che adottano misure aggiuntive delineano un sistema nel quale la sicurezza entra sempre più direttamente nelle decisioni organizzative ed economiche delle aziende.
Per le imprese, la conseguenza pratica è chiara: il rispetto delle norme non dovrebbe essere affrontato soltanto in occasione di un'ispezione, ma inserito nella gestione ordinaria dell'attività. Per i lavoratori, invece, la maggiore attenzione alla formazione e alla prevenzione può tradursi in strumenti più efficaci per individuare i pericoli e ridurre l'esposizione ai rischi.
Il 2026 rappresenta quindi una fase di consolidamento delle politiche avviate negli anni precedenti, con un'attenzione crescente alla prevenzione e alla responsabilizzazione delle imprese. Le prossime disposizioni attuative e i nuovi interventi previsti dal quadro normativo potranno ulteriormente modificare gli adempimenti concreti richiesti alle aziende, rendendo particolarmente importante seguire gli aggiornamenti del Ministero del Lavoro, dell'INAIL e dell'Ispettorato nazionale del lavoro.