Il welfare aziendale e i premi di produttività continuano a rappresentare strumenti sempre più utilizzati dalle imprese per riconoscere benefici ai lavoratori e collegare una parte della retribuzione al raggiungimento di determinati risultati. Un dato aggiornato e particolarmente significativo arriva dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che il 23 settembre 2026 ha pubblicato il nuovo report sui contratti di produttività depositati attraverso la procedura telematica.
Al 15 settembre 2026 risultano attivi 17.936 contratti di produttività, con un coinvolgimento complessivo di 4.827.721 lavoratori. Rispetto al precedente monitoraggio pubblicato nel mese di luglio, il numero dei lavoratori interessati è aumentato di oltre 500.000 unità. I dati mostrano quindi una diffusione significativa degli strumenti contrattuali che consentono alle aziende di collegare una parte della retribuzione a obiettivi di produttività, redditività e qualità.
Tra gli elementi che emergono dal monitoraggio c'è anche la crescente presenza del welfare aziendale. Sono infatti 11.940 i contratti attivi che prevedono misure di welfare, con un aumento del 5,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il welfare può comprendere diverse forme di beni, servizi e prestazioni destinati ai lavoratori e alle loro famiglie, secondo quanto previsto dalla contrattazione e dalla normativa fiscale applicabile.
Il dato relativo alla qualità è altrettanto significativo. Gli obiettivi legati alla qualità sono presenti in 9.634 contratti, con una crescita del 6,6% rispetto al 2025. Gli obiettivi di produttività restano comunque quelli maggiormente diffusi e sono presenti in 14.743 contratti, mentre quelli legati alla redditività sono previsti in 11.503 accordi. Sono invece 1.740 i contratti che prevedono forme di partecipazione dei lavoratori.
Il sistema dei premi di produttività consente alle aziende di riconoscere ai dipendenti somme aggiuntive legate al raggiungimento di risultati misurabili. La contrattazione aziendale o territoriale può individuare gli obiettivi da raggiungere e stabilire le modalità attraverso cui verificare il risultato. In questo modo una parte del trattamento economico può essere collegata all'andamento dell'impresa e a specifici indicatori individuati nell'accordo.
Secondo l'ultimo monitoraggio del Ministero del Lavoro, il premio medio annuo previsto dai contratti attivi ammonta a 1.799,26 euro. Il valore risulta inferiore di 16,17 euro rispetto al precedente rilevamento di luglio, ma è superiore di 194 euro rispetto al dato registrato a dicembre 2025. Si tratta quindi di un fenomeno che interessa una platea ampia e che può incidere concretamente sulla struttura della retribuzione di numerosi lavoratori.
Per le imprese, l'utilizzo della contrattazione di produttività richiede particolare attenzione nella predisposizione dell'accordo e nell'individuazione degli obiettivi. Gli indicatori devono essere definiti in modo sufficientemente chiaro da permettere di verificare se il risultato previsto sia stato effettivamente raggiunto. La corretta impostazione dell'accordo è importante anche per poter applicare il trattamento fiscale e contributivo previsto dalla normativa quando ricorrono le condizioni richieste.
Il welfare aziendale rappresenta invece una componente che può affiancare la retribuzione monetaria attraverso beni e servizi destinati ai dipendenti. A seconda delle misure adottate, possono rientrare nei piani aziendali diverse forme di sostegno, con particolare attenzione alle esigenze familiari, alla conciliazione tra vita privata e lavoro e al benessere dei dipendenti.
Il tema assume particolare rilevanza anche per la bilateralità, perché gli strumenti di welfare e le politiche rivolte ai lavoratori possono essere integrati con iniziative di assistenza, formazione e sostegno previste dai sistemi bilaterali. La diffusione dei contratti che prevedono welfare indica inoltre come la gestione del rapporto di lavoro si stia orientando sempre più verso una combinazione di retribuzione, servizi e misure di supporto ai dipendenti.
Per i lavoratori è quindi importante conoscere non soltanto l'importo della propria retribuzione ordinaria, ma anche gli eventuali premi collegati alla produttività e le prestazioni di welfare previste dal contratto applicato o dagli accordi aziendali. Le condizioni possono infatti variare sensibilmente da un'azienda all'altra e devono essere valutate sulla base della contrattazione effettivamente sottoscritta.
I dati aggiornati a settembre 2026 confermano dunque la diffusione di strumenti contrattuali che affiancano alla retribuzione tradizionale elementi legati alla produttività, alla qualità, alla redditività e al welfare. Per imprese e lavoratori diventa sempre più importante conoscere le regole della contrattazione aziendale e territoriale e verificare quali opportunità siano concretamente previste dagli accordi applicati.
Fonti: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, report sui contratti di produttività aggiornato al 15 settembre 2026; Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, comunicato del 23 settembre 2026 “Quasi 18mila i contratti di produttività attivi”; normativa vigente in materia di premi di risultato e welfare aziendale.